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Trieste, il gioiello del Friuli Venezia Giulia.

  • Immagine del redattore: Terry
    Terry
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 9 min
Piazza unità d’Italia Trieste

La decisione di fare questo giro è stata dettata dal fatto che che è una città a cui si pensa poco ma in realtà hanno molto da offrire.

 

Trieste, città di confine, con la nomea di città decadente ma è da scoprire se uno ha voglia di farlo.

 

Come disse Umberto Saba che qui nacque e visse, è una città scontrosa, pensosa e schiva.

 

Una città in cui l’eleganza austera dei palazzi austroungarici si unisce alla placida bellezza del mare, in un crocevia ininterrotto di storie di frontiera, pertanto è stata protagonista di moltissimi eventi storici che ne hanno influenzato l’aspetto.


Veduta del centro di Trieste


Non a caso è stata scelta da artisti come James Joice e Stendhal essendo un ponte tra l’Europa occidentale e orientale e uno dei porti più importanti del Mediterraneo.

 

Qui non ci sono gli inconvenienti delle altre città famose: niente coda ai musei nè trappole turistiche, quindi particolarmente interessante.

 

Alloggio proprio nel centro storico, in quartiere Cavana, un tempo malfamato, oggi è diventato un labirinto di stradine pittoresche che invitano al passeggio.  

La location è perfetta perchè vicino ai siti più importanti da vedere.

 

Uscendo e percorrendo la via principale tutta lastricata ci si trova proprio in Piazza Unità d’Italia dove hanno sede il Municipio, la Prefettura e la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia.


Piazza Unità d’Italia Trieste


Dentro c’è tutto: la storia, l’arte e l’architettura.

La piazza   infatti ha subito cambi di nome avendo una storia travagliata , una terra di confine sempre contesa.

 

Nata come Piazza San Pietro per la presenza di una chiesetta, divenne poi Piazza Grande e, nel 1918, Piazza Unità.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e il ritorno all’Italia del “Territorio libero di Trieste“, prese il nome definitivo di Piazza Unità d’Italia. I triestini si vantano che sia la più grande piazza affacciata sul

mare in Europa e molto probabilmente è così.

 

Questa è la piazza dove si ritrovano i triestini per fare una passeggiata

o bere un caffè nel Caffè degli Specchi, storica caffetteria.

 

A proposito, i triestini parlano in dialetto quindi non meravigliarti se non capisci quando parlano tra di loro.

 

Trieste vista dall'alto


La piazza si affaccia sul mare dove non ci sono navi da crociera o megayacht per cui la vista del mare è vasta e spettacolare specialmente al tramonto; io ne sono rimasta affascinata.


Qui si  trova il molo Audace dove, percorrendolo,

si ha la sensazione di essere sospesi sul mare aperto. Il molo infatti non presenta muretti o ringhiere che potrebbero interrompere la vista sull’orizzonte. Prende il nome dal cacciatorpediniere “Audace”, la prima nave della Marina Italiana che entrò nel porto di Trieste il 3 novembre 1918, segnando l’annessione della città all’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. .

 

Molo Audace Trieste


Se avete mai visto una foto di Trieste, probabilmente ritraeva il Borgo Teresiano con il canale e le barche colorate. Il borgo prende il nome da Maria Teresa, prima imperatrice d’Austria, che nel 1700 decise di costruire un intero quartiere interrando le saline.

 

Maria Teresa era una donna molto tollerante e permise la costruzione del Tempio Serbo – Ortodosso di San Spiridione e della Chiesa di San Nicolò, della comunità greco ortodossa.

 

Un quartiere ordinato con al centro il Canal Grande che permetteva di portare le merci dal mare direttamente in città. Il modo migliore per osservare il canale è dal Ponte Rosso, su cui da secoli si svolge un colorato mercatino di frutta, verdura e fiori.

 

 

Il Canale Trieste


Oggi il Borgo Teresiano è uno dei quartieri della vita di Trieste: qui sono nati molti caffè, ristoranti e negozi.

 

Sul Canal Grande vedrai la statua di un uomo che passeggia tranquillo sul Ponte Rosso. Si tratta del celebre scrittore irlandese James Joyce, che qui visse per lungo tempo e che in molti conoscevano in quanto docente di inglese.

 

Oltre a quella di Joyce, Trieste è disseminata di statue dedicate a grandi personaggi della storia triestina, non solo scrittori e poeti, ma anche umili cittadini e soldati. Ti imbatterai sicuramente in quella di Umberto Saba e di Italo Svevo, insieme alle più umili Ragazze di Trieste, due donne intente a cucire un tricolore con i capelli smossi dalla Bora, il vento che di tanto in tanto scompiglia le capigliature di tutta Trieste. Quante di queste statue riuscirai a trovare?


 

Una cosa che tutti dicono di andare a visitare è la cattedrale di san Giusto ma io ho preferito esplorare la città, andare a vedere il teatro romano che purtroppo è schiacciato in una piazzetta circondata da palazzi.

 

Anfiteatro di Trieste

Quello che più mi ha colpito di questa città sono appunto le due anime che convivono: una parte storica, antica e piena d’arte intrecciata con zone di palazzi e vie più contemporanee. La convivenza delle due facce di Trieste per me un pò stride.

 

Ma ti voglio raccontare anche di alcune curiosità sulle abitudini triestine.

Intanto non esiste la spiaggia ma una litoranea in cemento o pavimentata che i triestini frequentano per prendere il sole.

 

Esiste poi un famoso stabilimento, lo stabilimento La Lanterna conosciuto anche come  El Pedocin, l’unica spiaggia in Europa dove gli uomini sono divisi dalle donne: ci si ritrova solamente in mare!

 

Bagni 'Lanterna' Trieste

Il bagno si trova in centro città ed è proprietà del Comune.

Inaugurato nel 1890 il Bagno Comunale "Lanterna" ha la particolarità di essere rimasto l'unico bagno in Italia e forse anche in Europa ad essere diviso in due zone, separate da un muro: da una parte gli uomini e dall'altra le donne e i bambini fino a 12 anni.

 

 La "Lanterna" trae il proprio nome dalla vicinanza di un  faro oramai spento, ma che, all'epoca  era perfettamente funzionante. Fin dagli inizi lo stabilimento era conosciuto anche con il nome, caro ai triestini, di "Pedocìn", ovvero piccolo pidocchio dovuto al fatto che si pensa sia perché all'epoca di Francesco Giuseppe I d’Austria la spiaggia veniva chiusa dalle 2 alle 4 del pomeriggio per lasciare che i soldati si lavassero, si "spidocchiassero" in mare.

 

Il bagno 'Pedocin' a trieste

Un'altra teoria fa riferimento  alle cozze i “pedoci” in dialetto triestino, che venivano coltivati davanti alla spiaggia. In ogni caso sappiamo che lo stabilimento risale ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico.

 

Alcune coppie di  turisti, ignari delle regole e del muro che separa i due settori, si sono trovati a doversi separare causando discussioni e alle volte anche risse.


Abitudine medievale? No una tradizione triestina.

 

Infatti Il Pedocin rappresenta una possibilità in più per i triestini, quella di scegliere di stare rilassarsi in spiaggia con sole donne o con soli uomini, in compagnia degli amici. A un certo punto è stata fatta anche una consultazione popolare informale e il risultato è stato netto: tutti preferiscono che il muro rimanga.

 

Il secondo giorno , la mattina si va al castello di Miramare circondato da giardini alla francese e inglese  che si affacciano sul mare.

Si raggiunge facilmente con un autobus di linea, il 42.

 

Castello di Miramare


Questo è uno dei castelli più belli d’Italia  e fu commissionato dall’Arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, una persona affascinante che si innamorò della zona dove, su uno sperone di roccia, costruì il castello che divenne la sua dimora.

 



Il castello è adibito a museo: al piano terra si estendono gli appartamenti privati dei principi, in quello superiore le sale di rappresentanza e la sontuosa Sala del Trono, tutte con gli arredi originali.




Si possono ammirare le stanze che furono abitate da Massimiliano e dalla moglie Carlotta, le camere per gli ospiti, gli abiti delle donne asburgiche compresi quelli della Pricipessa Sissi che amava questa dimora.


Ci sono poi le stanze in cui successivamente abitò il Duca Amedeo d'Aosta con arredi del 1930 completamente diversi, che mostrano un’epoca più moderna: stride lo stile razionalista paragonato all’opulenza degli Asburgo.

 

 


Il castello però è noto per una leggenda legata a una  maledizione: si dice che chiunque ci abiti sia destinato a una vita breve e a una morte violenta.


Questa leggenda si diffuse dopo la prematura morte dell’Arciduca a soli 34 anni, avvenuta in Messico durante il suo periodo come Imperatore dello Stato Centro Americano. Fu fucilato e la sua morte contribuì a alimentare la leggenda. Sua moglie, l’Arciduchessa Carlotta,  dopo la sua morte, impazzì e tornò dai suoi in Belgio.

 

Sissi e Francesco Giuseppe a Miaramare


La leggenda non si limita solo a Massimiliano, ma coinvolge anche altri personaggi storici legati al castello.  La leggenda ha avuto un impatto così forte che persino uno dei generali americani durante la Seconda Guerra Mondiale preferì piantare le tende nel parco del castello piuttosto che dormire al suo interno, temendo la presunta maledizione.

 

Tuttavia, il Castello di Miramare è stato anche testimone di momenti lieti. Uno degli ospiti più celebri è stata Elisabetta di Baviera, la  Principessa Sissi che soggiornava qui quando visitava il cognato Massimiliano.  Miramare fu il luogo in cui la Principessa Sissi vide per la prima volta il mare e dove trascorreva il tempo in tranquillità quando suo marito era in altre nazioni o in guerra.


Come non capirla? Il parco è meraviglioso e la vista ampia sul mare uno spettacolo che mi ha incantato.

 

Ma la leggenda non lascia scampo perchè Elisabetta, la Sissi, dormì proprio qui prima di morire di morte violenta a Ginevra.

 

All’interno del castello un’altra sorpresa: la collezione egizia dell’arciduca Massimiliano custodite a Vienna e trasferita a Trieste solo fino a fine ottobre.

L’arciduca era un fervente botanico ma anche un collezionista di antichità, appassionato di Egitto e  aveva concepito la propria collezione non come un mezzo per accrescere il proprio prestigio, ma come uno strumento utile a promuovere la ricerca storica e filologica sulla civiltà egizia.



Si possono vedere oggetti di arredo funerario, persino la mummia di un gatto e la mummia di Pa-sen-en-hor, incensatore del tempio di Amon.

Questo secondo le iscrizioni sul sarcofago, è un esemplare particolarmente rilevante della collezione esposta. Gli studi fatti hanno permesso di ricostruire le condizioni di salute del defunto, un uomo di circa 30–40 anni, e di individuare anche le probabili cause del decesso, riconducibili a una parassitosi .

 

L’avvertimento è di non entrare se si è molto sensibili!

 

Ci si ferma per un’insalata rinfrescante e si parte poi per un luogo non conosciuto da tutti ma molto affascinante: la Grotta Gigante.

 

Questa grotta si trova a pochi chilometri dal centro di Trieste, nella località di Borgo Grotta Gigante, ed è un esempio perfetto della natura carsica sotterranea. È stata inserita nel 1995 nel Guinness dei Primati come la grotta turistica con la sala unica più grande al mondo.

 

 

La Grotta Gigante è una delle meraviglie “nascoste” del Carso, dove soffia il freddo vento di bora, ma che regala sempre delle esperienze indimenticabili.

 



Solo per rendere l'idea delle impressionanti dimensioni di questa cavità, la Grande Caverna ha 98,50 metri di altezza, 167,60 di lunghezza e 76,30 di larghezza. Il punto più profondo raggiunto dal percorso turistico si trova a 101,10 metri di profondità. Incredibile, vero?

 

All’interno c’è  una temperatura costante di 11°C perciò è meglio munirsi di una felpa, col cappuccio!

 

Dopo l’entrata vi aspettano 500 gradini a scendere e poi, ovviamente a risalire!

I gradini sono scivolosi quindi state attente se volete fermarvi a fotografare perchè può essere pericoloso, l’acqua scende dall’alto a stillicidio.

 

Anche se la zona della grotta era frequentata dall’uomo fin dal Neolitico, la prima vera esplorazione avvenne solo a metà Ottocento ad opera di un ricercatore tedesco.

Lo scopo della missione era quello di trovare il corso sotterraneo del fiume Timavo, necessario per alimentare la fornitura d’acqua a una città in espansione come Trieste ma risultò inefficace.

 

Solo negli ultimi anni dell’Ottocento la grotta venne esplorata interamente.

 

Man mano che si scende la caverna si apre ai vostri occhi nella sua immensità anche se non ci si rende conto di quanto è grande.

 

La Grotta Gigante è una delle tre grotte verticali visitabili sul territorio italiano, le altre due sono in provincia di Lucca in Toscana.

 

Le rocce calcaree del Carso triestino si sono formate tra 120 e 40 milioni di anni fa sui fondali di antichi mari tropicali. L’origine marina dei sedimenti che compongono le rocce è testimoniata dai fossili che si conservano.

 

Sicuramente questo vi farà pensare a quanto breve sia il nostro percorso sulla terra , a quanto è antica è la terra e a quanti avvenimenti sono succeduti: la grotta ha visto passare tutte le ere!

 

Vicino ai fari dell’illuminazione, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana, nascono e sopravvivono tranquillamente dei muschi e delle felci.

 

Le cavità inoltre sono abitate da alcune specie animali, tra cui insetti, invertebrati ed il codirosso, un uccello che nidifica nelle grotte.

 

Qui si possono ammirare stalattiti, stalagmiti e colonne.

 

Stalagmite Grotta Gigante


L’aumento in altezza delle stalagmiti è il risultato dello sgocciolio lentissimo e calcareo dal soffitto pensate che per aumentare di un millimetro l’altezza delle stalagmiti sono necessari 20 anni. La colonna più alta raggiunge i  dodici metri e quindi sono stati necessari 250.000 anni per arrivare a quella che è oggi.

 

Mi hanno sorpreso le tonalità molteplici delle rocce; dal bianco al rosa, dal rosso al marrone, dal verde al nero.

Un vero e proprio tripudio di colori che vi farà brillare gli occhi.


 


Uscite dalla grotta vi si aprirà il panorama carsico.

E qui finisce la visita di questa zona.

 

 

Veduta di Trieste dal Molo Audace


A conclusione penso che  Trieste sa accontentare ogni persona che la vede, da quella che ama le tranquille visite culturali, a quella che preferisce le escursioni all’aperto.

Scommetto che saprà soddisfare anche voi!



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