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COPENHAGEN è davvero la città ideale? Perfetta e silenziosa ma può emozionare tutti ?

  • Immagine del redattore: Terry
    Terry
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 9 min
Relax a Copenaghen

Copenaghen nell’immaginazione è una città che affascina molti ma che per certi versi viene considerata troppo nordica e troppo ‘fredda’.


Non é una città che ti stravolge ma ti entra piano piano, non é per chi cerca il caos o la movida sfrenata.

 

Copenaghen, capitale della Danimarca, è  considerata una delle città scandinave, pur non facendo parte geograficamente della penisola.

 

Il nome danese è  Køpmannæhafn, che significa Porto dei Mercanti. Il nome inglese per la città, Copenahgen, notare la posizione dell'acca rispetto all'italiano, deriva dalla lingua tedesca Kopenhagen.

 

Le origini di Copenaghen come città risalgono almeno all'XI secolo, Il porto naturale e la numerosa presenza di aringhe potrebbero aver attirato nella zona pescatori e mercanti stagionali a partire dall'XI secolo e in modo più stabile dal XIII secolo

 

Una città che potrebbe affascinare con un mix perfetto di antico e moderno. Una città sull’acqua famosa per il suo stile di vita sostenibile, la sua architettura straordinaria, le sue aree verdi e i suoi canali.

 

Copenaghen, nella parte orientale della Danimarca, è un esempio di capitale moderna ma soprattutto sostenibile: un posto in cui tu passeggi respirando aria pulita: è davvero possibile!

 

La Danimarca, secondo varie statistiche, è considerata uno dei Paesi con migliore qualità di vita.

Copenaghen è la città più sicura del mondo. Qui infatti, i tassi di criminalità sono bassissimi e le persone hanno molta fiducia nei confronti del prossimo. Beati loro!


Piazza di Copenaghen

 

I danesi sono tra le persone più felici al mondo: a Copenaghen e nella splendida regione circostante, capirai perché.

Una città graziosa, ordinata, pulita, efficiente, ricca di storia, piena di piste ciclabili, ideale per un weekend o una gita di qualche giorno. Il risvolto della medaglia sono i prezzi: é la città più cara al mondo dove gli ingressi ai musei e costi del mangiare e bere sono triplicati.

 

Qui non ci si sente turisti, ma cittadini: è una sensazione strana, ma che ti posso spiegare con questa frase: qui i luoghi pubblici sono al servizio delle persone.

 

Non è tanto una questione dell’atteggiamento dei danesi: si fanno i cavoli loro, certo se chiedi un’informazione te la danno molto volentieri, ma non sono espansivi. Sono i luoghi a farti sentire come se fossi a casa.

 

L’acqua a Copenaghen è così pulita che i residenti possono nuotare nel porto della città in tutte le stagioni e bere una delle migliori acque potabili al mondo, quindi puoi tranquillamente bere direttamente dal rubinetto.

 

Andare in bicicletta è una cosa seria: Il numero di biciclette supera quello delle auto  e probabilmente rimarrai stupita dal silenzio .

Circolano pochissime auto e non si sente mai strombazzare: due ruote sono parte integrante della cultura locale.


 

 

Di certo Copenaghen è una città che mi è piaciuta anche se non è uno di quei posti dove mi piacerebbe abitare.

 

La mia decisione appena arrivata è stata di girare la città a piedi, per me che sono abituata a camminare mi sembrava il modo migliore per vedere tutto godendo anche di angoli da scovare non prettamente turistici. Non è proprio necessario usare la metropolitana se si gira nel centro storico.

 

La sera di arrivo ho scoperto che alloggiavo proprio di fianco al famoso Parco di Tivoli. Vedere l’entrata tutta illuminata con luci variopinte ti da la sensazione di un modo antico di vedere un parco giochi.

Non ci sono mai entrata prima di tutto perché il biglietto è molto costoso e poi all’interno si trovano giostre antiche che sono perfette specialmente per bambini. Vale la pena dare uno sguardo quando la sera è tutto luci.


Il  parco di Tivoli a Copenaghen

 

Il primo giorno ho pensato di cominciare dal luogo più lontano: sono partita alla volta della statua della Sirenetta, simbolo di Copenaghen, iconica ma abbastanza deludente da vicino.

 

Questa opinione è condivisa da molti in quanto la statua è alta solo1,25 m e fu scoperta solo grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano.


La statua è ispirata a “La Sirenetta”, una delle fiabe più famose dello scrittore danese Hans Christian Andersen.


La fiaba, contrariamente a come la conosciamo noi, non ha un lieto fine ed è per questo che lo sguardo della statua, rivolto verso il mare, è triste.

La statua della Sirenetta fu commissionata da Carl Jacobs, il proprietario della birra Carlsberg che decise di prendere come modella la moglie.


La scultura originale ha subito così tante mutilazioni, imbrattamenti e sfregi che, negli anni ’90 del secolo scorso, venne sostituita con una copia.


 

Da qui camminando tra strade circondate da giardini o piccoli negozi di oggetti si arriva al palazzo di Amalienborg.

 

Questa è la residenza ufficiale dei regnanti danesi ed è formato da quattro palazzi in stile rococò che circondano la piazza dove avviene il cambio della guardia. La piazza è ottagonale e al centro si trova una monumentale statua equestre di Federico V, che fu il vero fondatore del palazzo.


A vederla non si riesce a fotografarla tutta perché è molto grande.

Tra i quattro palazzi c’è un colonnato creato per permettere

alla famiglia reale di passare da un palazzo all’altro senza usare una carrozza.



Amelienborg Copenaghen

 

Essendo la residenza attuali dei reali Danesi quando sono nella capitale, non è possibile visitarla.

 

Nei palazzi visitabili si possono esplorare le stanze abitate dalla famiglia reale nei secoli,

che sono preservate come se gli occupanti siano appena usciti.


 

Devi andare anche  perché è il luogo dove ammirare il cambio della Guardia Reale Danese.

Sono ovviamente in uniforme con un voluminoso cappello di pelo molto simili a quella delle guardi britanniche. La cerimonia si svolge ogni giorno ed è accompagnata dalla musica: le guardie marciano per le strade della città dal palazzo di Rosenborg fino ad Amalienborg, dove il cambio avviene da mezzogiorno e ogni due ore.

 

Le guardie sono tremende come quelle inglesi, che ti cacciano via se sei troppo vicino ai cordoni che limitano la parata.

 

Devo dire molto teatrale ma anche abbastanza lungo, non esageratamente affollato per cui sono riuscita ad essere nelle prime file.


 

Ormai ora di pranzo così mi immergo completamente nell’atmosfera della città arrivando a Nyhavn, il canale principale. Il Canale è uno degli angoli più suggestivi della città, famoso per  le sue caratteristiche case colorate che si riflettono nell’acqua. Anche questo luogo è diventato una icona di Copenaghen.


L’ ho fotografato anche al tramonto, scelta azzeccatissima, i raggi di sole regalavano una luce splendida, che si rifletteva sulle pareti dalle mille sfumature dei palazzi.

 

In una di quelle stanze affacciate sul porto ha vissuto anche Hans Christian Andersen, il famoso poeta e scrittore danese che ha creato la fiaba della Sirenetta. In uno dei negozi, che spesso sono al di sotto del bordo strada, infatti c’era la figura dello scrittore dondolante mentre legge una fiaba.


 

Ho mangiato sul canale a fianco di due ragazzi americani con cui ho condiviso le impressioni. Chiaramente un pranzo danese!

Lo Smørrebrød: un piatto tradizionale composto da una fetta di pane di segale coperta  con aringa, filetto di pesce panato e gamberetti. Buonissimo!


Smorrebrod Piatti tipico danese

 

Da bere non puoi che ordinare la birra.

 

La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., scritta nella storia  dell'antico Egitto e della Mesopotamia.a bere non puoi che ordinare la birra.

In Danimarca il consumo della birra è radicato nella storia e nelle tradizioni locali.

La sua storia risale a circa 5000 anni fa ed era chiamata 'acqua sicura'. Poichè l'acqua dei pozzi era spesso contaminata, la birra era l'unica bevanda sicura, bevuta quotidianamente da adulti e bambini.

Il paese, essendo situato troppo a nord non è consono alla produzione di vino ed ha quindi basato la sua cultura alcolica sulla birra.

La birra fa parte della cultura Hygge a cui i danesi tengono moltissimo. Hygge è il concetto danese di accoglienza, intimità e convivialità.

Bere una birra insieme ad amici o familiari + un modo per socializzare e rilassarsi.

La birra è considerata 'pane liquido', un elemento essenziale nella dieta.

 

Copenaghen è da sempre stata associata alla birra anche per la presenza di due tra i più conosciuti birrifici del mondo: Tuborg e Carlsberg. Carlsberg è forse la più bevuta, del resto quello che ho fatto io.

 

Qui, come in tanti paesi del nord, la birra si beve a tutte le ore del giorno, sia uomini che donne.


Bicchiere di birra Carlsberg

 

Il pomeriggio l’ho dedicato alla via dello shopping e a quella del design.

Per chi ama shopping e design non c’è niente di meglio di passeggiare lungo Strøget, la strada pedonale più lunga d’Europa.

 

Immaginate un chilometro e mezzo di negozi e modern-store, molti dei quali specializzati in oggetti d’arredo, in cui potete trovare di tutto, ma proprio di tutto!

 

Strøget è una delle strade pedonali più lunghe d’Europa e, anche se ospita marchi nordici conosciuti, ogni boutique racconta una storia fatta di materiali responsabili, colori neutri, filosofia slow fashion.

Ci sono anche piccole stradine che sono una vera chicca.



 

Camminando e girovagando mi sono imbattuta nel quartiere di Østerbro, molto chic ed elegante dove si concentrano negozi di design per la casa, gallerie d’arte indipendenti e concettuali; tutti molto attenti all’uso di materiali naturali.

 

Peccato non aver potuto visitare il Museo del Design perchè chiuso per ristrutturazione.

 

La sera una cena al pub, come si usa lì, mangiando Frikadeller, polpette di carne di maiale servite con patate e cavolo accompagnate, ovviamente, dalla birra Carlsberg.

 

Il giorno dopo una giornata stupenda di sole. Dirigendomi nel centro trovo una parco stupendo con laghetti e il Castello di Rosenberg.I giardini famosi chiamati  “Giardini del Re” sono conosciuti anche come i giardini reali più antichi della Danimarca .

 

Il castello fu costruito da uno dei re più famosi della Danimarca, Cristiano IV nel 1606: in stile rinascimentale fiammingo tipico di molte costruzioni della città.



 

All’interno ci sono 30 sale su quattro piani tra cui la Stanza d’Inverno e la Stanza della Rosa. Qui si percepisce la vita quotidiana dei reali con una enorme sala da ballo, gli stucchi con gli stemmi danesi ma, una cosa che mi ha sorpreso, anche un ’seggiolone’ per bambini e i bagni.



 

Devi assolutamente visitarlo poichè nei sotterranei ci sono i tesori della corona; la spada di Cristiano III, la corona di Cristiano IV,

molti gioielli in oro, le corone delle regine Danesi e i regali ricevuti dai vari monarchi tra cui la famosa Corona dei Re Assolutisti.


Uno sfavillio di pietre e di oro come nelle tradizioni di tutti i reali.



 

Passeggiando si trova poi il Castello di Christiansborg, attuale sede del parlamento. Non l’ho visitato ma è un bellissimo e imponente edificio.


 

Non  molto lontano si incontra la Torre Rotonda che è osservatorio. Sali fino in alto e avrai una vista stupenda di tutta la città da ogni angolatura...tempo permettendo.

 

Non è molto lontano dai canali e da Nyhavn, il canale più importante. Seguendo un canale arrivo di nuovo li ed essendo tardi pomeriggio la stanchezza si fa sentire. Allora perchè non approfittare di un giro in barca? Il giro viene fatto su delle chiatte molto grandi che offrono anche l’audio-guida in italiano.

 

Questa è stata un’esperienza che mi è piaciuta molto. Essendo una serata meravigliosa, si può vedere un tramonto spettacolare, il Diamante nero che è la biblioteca, le barche ormeggiate colorate, la Sirenetta dall’acqua.

Con i raggi del sole sulle pareti di vetro mi avevano fatto capire  perché la biblioteca venisse soprannominata “Black Diamond”. Come in un sogno, le centinaia di vetrate scure brillavano riflettendo la luce e creando un effetto ottico magico, proprio come sono in grado di fare i diamanti.


 

In barca si passa sotto parecchi ponti di cui uno con una strettoia che permette alla barca solo pochi centimetri di passaggio.

Interessante è il fatto che questi ponti sono tutti bassissimi ed è per questo che usano grandi chiatte e ti impongono di stare seduti: se ti alzi sbatti la testa contro il ponte!

 

Vedere Nyhavn al tramonto con le luci delle barche accese sembra di vedere una cartolina!


 

Serata finita e cena in un ristorante raffinato con portate internazionali.

 

L’ultimo giorno il ritorno era previsto in tarda serata ed ho approfittato per andare a vedere un quartiere molto conosciuto; una cittadella nella città.

 

Un quartiere davvero bizzarro: Christiania. Si trova nel cuore di Copenaghen, è parzialmente autogovernato e ha conseguito uno stato semi-legale come comunità indipendente.

 

Il quartiere fù fondato nel 1971 quando una comunità di hippies occupò una base navale dismessa. La persona più influente tra loro, che pubblicava un giornale anarchico, ufficializzò la proclamazione della Città Libera. Per anni lo stato legale della zona è rimasto in un limbo, mentre il governo danese tentava, senza successo, di espellere gli occupanti. Successivamente si trovò un accordo col governo  per riconoscere Christiania come luogo autogestito.

 


Rinomata per la sua via principale, la pusher street, dove hashish e marjuana veniva venduto in piccoli chioschi.

Nel 2002 le autorità chiesero che questo commercio fosse meno visibile e nel 2004 gli stessi proprietari demolirono i banchetti: un modo per chiedere al governo di far continuare l’esistenza di Christiania.


Il commercio delle droghe leggere è continuato su base personale infatti si vedono vedette ai bordi dei sentieri che proteggono i pusher.   

Ill quartiere ora è ormai una meta turistica, quasi tutto è permesso e si osservano dei bellissimi murales.


Non è vero che è un posto pericoloso: andate perché è un posto unico al mondo.

 


Dopo aver visto questo posto ‘strano’ mi son concessa un altro giro di shopping.

 

Ma la vera magia dello shopping a Copenaghen sta nel modo: non si corre, si assapora seduti in caffetterie storiche o nei wine bar arredati in stile scandinavo, i momenti di pausa sono  parte integrante del piacere di esplorare.

È proprio il concetto di hygge, la filosofia danese che valorizza  lo stare bene con sé stessi e gli altri.

 

Due cose da non sottovalutare.

 

Bere sempre un sorso dopo un brindisi

Di solito i danesi sono molto rilassati: tranne quando si tratta di puntualità

La puntualità è una pietra miliare della cultura danese.


La gente crede fermamente nella cultura della cortesia e ha rispetto per la preziosità del tempo di cui una persona dispone.

 

La Danimarca è il paese dove si insegna l’empatia a scuola, hanno introdotto una materia in cui l’obiettivo non sono i voti ma imparare a prendersi cura degli altri, ed è così che ha ottenuto un tasso di criminalità e di bullismo dei più bassi al mondo.


Bambini di scuola in Danimarca

 

Abbiamo molto da imparare da questo paese!

 

 

 

 

 

 

 

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